martedì 11 dicembre 2007

Catene

Non quelle di metallo. Quelle elettroniche, che arrivano via mail, che promettono una vita serena per tutto il tempo che ti rimane da vivere, basta inviarne 15, 20 copie.
Magari fosse così... basterebbe allora comprare un computer ad ogni persona che vive male, inviare una di queste catene e tutto sarebbe risolto.
Per carità, sono bellissime a volte. La difficoltà sta nel crederci.
Eccone una dalla quale magari qualcuno potrebbe trarre qualcosa di utile. Almeno quello.

"Ho imparato che...

La vita è dura, ma io di più!
Le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu le prende qualcun altro.
Quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.
Bisognerebbe sempre usare parole buone perchè domani forse si dovranno rimangiare.
Un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Non posso scegliere come mi sento ma posso sempre farci qualcosa.
Tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Meno tempo spreco più cose faccio."

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lunedì 10 dicembre 2007

Inizio...

Saluto caldamente questo freddo mondo virtuale... dove i fiori sono più belli di quelli naturali, anche se non profumano, dove il cielo è più vicino che mai e dove la magia non esiste. Almeno non così come ci veniva raccontata da piccoli; le fate non hanno un bacchetta magica, ma una tastiera.
Mi presenterei, con nome, cognome, colore degli occhi, altezza... ma a mio parere sono solo cose che ci descrivono fisicamente. Sono anonima. L'anonimato protegge (almeno così dicono), ma è certo che le cose ci riescono più facili quando nessuno ci conosce, nessuno ci vede.

Ecco il bello del Web: la timidezza svanisce, i pensieri prendono forma... ma... il contatto umano scompare.
Non voglio sembrare un'altra sociologa convinta ed estremista, ma ultimamente le persone, quelle che conosco, stanno diventando sempre più irriconoscibili. O forse sono io che mi illudevo di conoscerle.
La figura dell'amico è quasi scomparsa.
Giorni fa andavo a trovare una mia
amica; dopo aver suonato il campanello e atteso quasi 2 minuti la porta mi si apre, quasi da sola, perché l'amica era già partita di fretta verso il salotto e non per preparare un café, ma per continuare la sua ricerchina sul web. Ho guardato per quasi 30 minuti le sue spalle non riuscendo ad aprire un dialogo perché ad ogni mia domanda la risposta era: "un secondo, scarico questo e arrivo". Alla fine dei 30 minuti, sempre di fretta, sono stata accompagnata verso la porta, ma non ho fatto in tempo a mettere un piede fuori che quel grande pezzo di legno massiccio mi spingeva già sulle scale. E pensare che questa è una delle mie migliori amiche.
Avrò incontrato io le persone sbagliate o la società sta cambiando brutalmente?

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